In
un condominio che amministro, il cornicione si sta sgretolando. Io
provvedo agli interventi urgenti per evitare cadute di calcinacci, però è necessaria un’opera risolutiva del problema, che
ha dei costi, di cui i condomini non vogliono farsi carico. So quali
sono le mie responsabilità, ma sono tenuto anche ad anticipare
le spese di una ristrutturazione che è diventata urgente?”
L’art.
677 codice penale (Omissione
di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina) stabilisce
che “Il
proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina
ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla
vigilanza dell’edificio o della costruzione, il quale omette di
provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 154 a euro
929. La stessa sanzione si applica a chi, avendone l’obbligo, omette
di rimuovere il pericolo cagionato dall’avvenuta rovina di un
edificio o di una costruzione. Se dai fatti preveduti dalle
disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell’arresto fino a sei mesi o dell’ammenda non inferiore a euro
309”.
L’amministratore,
quindi, è responsabile, anche penalmente, se
un edificio condominiale versa in cattivo stato. Tuttavia, salvo il
necessario intervento per i lavori che abbiano carattere d’urgenza,
come far eliminare i pezzi che minacciano di distaccarsi e delimitare
la zona nella quale v’è rischio che cada ulteriore materiale,
in una recentissima sentenza, la Corte di Cassazione, Pen., Sez. I
(sent. 2 maggio 2011, n. 1679) ha asserito che “Nel
dare la possibilità all’amministratore di ordinare lavori che
rivestono carattere d’urgenza, non obbliga lo stesso, in caso di
mancanza di fondi, ad anticipare le somme necessarie per i lavori, né gli conferisce il potere di impegnare economicamente il condominio
nei confronti della ditta che dovrà eseguire gli interventi.
Ancora, l’interpretazione data all’art. 677 c.p., sarebbe erronea,
poiché l’obbligo di rimuovere il pericolo ricade
sull’amministrazione, ma risorge in via autonoma, a carico dei
singoli, quando per cause accidentali l’amministratore non sia in
condizioni di operare.”
Erminia
Acri-Avvocato
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