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Care figlie...
di Giorgio Marchese  ( direttore@lastradaweb.it )

20 febbraio 2014


C'era una volta... Iniziano sempre così le fiabe. C'era una volta... iniziano proprio così, come se, oltre al sogno e alla speranza, non fosse più possibile aspettare nulla, neanche una carezza. Care figlie, Nessuno viene al mondo per sua scelta. Voi, però, siete state attese, cercate, volute e incontrate. Un padre, uno di quelli socialmente importanti, ha scritto, pubblicamente, al proprio figlio, invitandolo ad andare via da un Paese non più in grado di poter offrire prospettive incoraggianti. Io, invece, vi chiedo di sfidare questo stato di cose (e cos'è l'incoscienza, se non, in fondo, la voglia di osare "oltre"?) meglio di come non lo abbia fatto io, che sto andando troppo e senza troppo senso e, ogni tanto, avrei voglia di fermarmi, per fare qualcosa che non so definire. Care figlie, mi auguro che abbiate trovato in me qualcuno che vi ha insegnato a combattere non per fare del male ma, al contrario, per capire che la vita è un dono legato a un sospiro, a un'emozione che ci deve sorprendere, a quell'amore verso qualcosa o qualcuno che, all'apparenza, la ragione non comprende. Care figlie, ogni tanto mi accorgo del fatto che, chi mi sta intorno è felice... ma io non so spiegarmi bene il perché: non ne trovo il motivo con sufficiente nitidezza. Qualcuno mi ha detto che, forse, sento il peso del dolore degli altri.... PER LEGGERE TUTTO IL TESTO, CLICCARE SUL TITOLO



Può darsi che il prezzo che si paga, nella mia posizione, sia quello di una oggettiva e profonda solitudine. D’altronde, quello che si prova, non è, forse, lo stato d’animo conseguente alla vita che si conduce? Vedete, a volte si soffre e non si sa bene perché. E questo è un fatto. Ma il dolore, anche quello più grande, spesso, è in grado di farci capire la dimensione del bene che proviamo. E questo è un dono che si deve accettare, condividere... e poi restituire. Care figlie, vorrei potervi spiegare che cos’è, in fondo, il il senso della nostra presenza su questa Terra. Forse, è quello stato d’animo che ti rimane dentro dopo aver osservato, di notte, un cielo di stelle convinti che, oltre noi e dopo di noi, la vita non finisca ma continui attraverso i ricordi di noi e i sorrisi che lasciamo, quando si pensa di noi. Care figlie, se un domani, qualcuno, vi chiedesse da quanto tempo non riuscite a dare il giusto valore a quelle piccole cose che danno più gusto alla realtÓ del quotidiano... beh, mi piace immaginare che possiate pensare un po’ anche a me, ricordandovi di un anziano signore che, accanto a voi, con discrezione ma tanto amore, vi ha accompagnato verso quello spazio che segna il confine dove fantasia e libertà, finalmente, si fondono e ci rendono migliori. Bello, caldo, avvolgente, questo è il ricordo che porto di voi, fin da quando scrivevate sui muri e lasciavate impronte con le vostre manine... come fanno i bambini quando mettono in scena una realtà fatta di momenti felici. Care figlie, quando, un giorno, farete il resoconto di quello che è stato, scoprirete che, quando si ama sul serio, non si scrive la parola FINE... MAI!

"Nella misura in cui l’amore crescerà in voi, crescerà anche la vostra bellezza, poiché l’amore è la bellezza dell’anima" (Sant’Agostino)

Care figlie, così vivo le mie giornate e credo proprio che in tutto questo, si trovi il vero significato del nostro esistere. Anche se è una gran fatica, vi auguro di trascorrere il tempo a vostra disposizione, altrettanto serenamente.

Vi voglio bene. Tanto.

 

Papà, 24.12.2009

 

Dedicato a tutti i figli del mondo

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