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Pontifichiamo?
di Mariano Marchese  ( marianomarchese1@gmail.com )

8 agosto 2003

"Il ponte sullo stretto diventa una realtà"...con questa frase Rocco Buttiglione, Ministro delle politiche comunitarie, ha annunciato che i lavori per la realizzazione di quella che viene definita "un'opera storica, epocale "e cio? il ponte sullo stretto di Messina non tarderanno a cominciare. Il gaudio con il quale viene data la notizia, si trasforma in sconcerto per chi l'ascolta! No, non si tratta di disfattismo ideologico, come viene definito da qualcuno, ma di semplice constatazione della realtà, diciamo noi. Ma come possono i cittadini, calabresi e siciliani, sopportare l'ennesimo , doloroso schiaffo, quando a livello infrastrutturale vivono una realtà fatta di perenni lavori, carenza di servizi, assenza di infrastrutture degne di questo nome e mancanza di fondi (almeno così ci viene dato di sapere) per porre rimedio a tale, fastidiosa, situazione? A quanti storcono il naso di fronte a queste affermazioni dedichiamo la spiegazione di quanto scritto! Procediamo con ordine partendo dalla prima "verità rivelata" quella dei perenni lavori; è presto detto, ci riferiamo alla insostenibile situazione derivante dalla mega truffa perpetrata, al solito, ai danni dell'utenza autostradale in Calabria; ma come si può affermare, da parte dell'A.N.A.S., attraverso costosissimi spot pubblicitari, mandati in onda dalle più note televisioni nazionali, che "si stia lavorando per noi"per garantirci una maggiore fruibilità del tratto Salerno-Reggio Calabria, mostrando volti di automobilisti sorridenti e tracciati autostradali paradisiaci, quando quella che siamo costretti a vivere...PER CONTINUARE LA LETTURA, CLICCARE SUL TITOLO.


...quotidianamente "noi" (destinatari degli spot) è una realtà diametralmente opposta? E’ o non è un tentativo di mistificare la realtà il fatto di affermare che questa opera di ammodernamento della Sa-Rc procede spedita secondo quanto stabilito? Vi forniamo qualche dato che forse potrà essere utile a capire dove alberghi la verità collocata....i lavori iniziarono nel lontano 1999 con data di consegna prevista per l’estate del 2003, informazione un po’ vaga ma accettabile; in realtà, e siamo nel mese di agosto 2003, solo il 50% dei lavori è stato appaltato, non è stato ancora eseguito, e, quello ultimato, è sotto sequestro a causa del solito, sporco, gioco di tangenti che ha spinto molti responsabili a utilizzare materiali scadenti, tanto da costringere l’autorità giudiziaria a predisporne il sequestro, da un lato, e molti arresti di dirigenti A.N.A.S., di alcuni titolari di laboratori di certificazione di qualità dei materiali utilizzati, dall’altro; come se non bastasse, l’ente proprietario dell’autostrada in questione ha rimediato agli scandali e ai sequestri, indicando in 60 km/h il limite massimo di velocità su molti tratti..della serie, " per noi è pericolosa, (per motivi che non possiamo spiegare) attento a non percorrerla a velocità superiore a quella stabilita, perché non ne risponderemo in termini di responsabilità! Solo una parola vergona! E le parole diventano due, vergogna vergogna, quando ci tocca ascoltare che il tratto autostradale in questione, foriero di continui e inenarrabili disagi, sarà a pagamento....a tali ridicole affermazioni ci tocca di chiedere quando sarà previsto il risarcimento dell’utenza! Questa una delle tante vergogne, che non possiamo esporre tutte per via dello spazio a nostra disposizione, ma non vogliamo sottacerne una, la più clamorosa, la cifra prevista per l’intero ammontare dei lavori, è stata divorata dalla sola metà degli stessi.....cosa aggiungere se non che in Calabria andrebbero potenziate, almeno, le infrastrutture esistenti parliamo di 106 ionica sulla quale si fa la conta delle vittime della cecità dei nostri amministratori al pari della S.S. 18 tirrenica o della 107 che collega Cosenza a Crotone per non parlare poi dei collegamenti ferroviari fatiscenti e obsoleti che ci si aspetterebbe di trovare solo negli angoli più sperduti del mondo ma che, invece, fanno tristemente bella mostra di sé proprio in Calabria e Sicilia; ma non finisce qui, infatti, si parla di ponte sullo stretto e non di potenziamento del porto di Villa S. Giovanni, da cui partono i collegamenti da e per la Sicilia, a proposito della quale evidenziamo come da 20 anni sono iniziati i lavori per la realizzazione del tratto Messina- Palermo, l’ormai famosa A 20 soprannominata, proprio per la lungaggine dei lavori, "fabbrica di S. Pietro"! Sarebbero troppi gli altri esempi da fare e allora ci limitiamo solo a scrivere che la cifra prevista per la realizzazione dei lavori del ponte si aggira sui 6 miliardi di Euro la metà dei quali potrebbe bastare a risolvere tutte le carenze infrastrutturali in Calabria e Sicilia allora viene spontaneo chiedersi a chi interessa realmente la realizzazione di questa faraonica struttura? E per concludere, come si farà a mantenere la promessa fatta di evitare infiltrazioni mafiose?

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